Autunno. Il cielo grigio, le foglie che cadono, i colori della natura cambiano, diventano più tenui. Il vento soffia tra gli alberi spogli... L'autunno è la stagione che ha più di ogni altra ha ispirato poeti e scrittori, registi, e centinaia di blogger sparsi per il pianeta. Ecco dopo questa doverosa premessa specifico che a me l'Autunno mi fa cagare! Il cielo cupo, la bruma... I giorni che lentamente si accorciano mi danno un senso di oppressione, una depressione latente mi infetta l’anima. Con questo spirito, sopraffatto e claustrofobizzato dal cielo grigio tomba, dai rumori di una città tornata dopo la sbornia estiva ai suoi soliti livelli di stress, attraversavo il parco. Avevo bisogno di spazio, l'unica cura (più un placebo in effetti) alla tristezza montante. Naturalmente non si vedeva anima viva nella foschia autunnale che avvolgeva gli alberi. L'unico assembramento rumoroso era intorno ai campi di bocce, dove pensionati perennemente abbronzati si sfidavano in accesissime partite. Il loro vociare, rauco e stanco era la colonna sonora del mio stato d'animo. Non potevo fare a meno di osservarli, con le loro camicie colorate fuori stagione e fuori dal tempo. Quello che si apprestava a tirare indossava dei pantaloni bianchi troppo corti, una camicia viola a fiori, un cravattino cortissimo, e un berretto in lino consunto. La malinconia intanto cresceva perché il loro abbigliamento sapeva nonostante tutto di estate, e quella appena passata era stata un’estate molto particolare. Di passione e sentimento, di sesso, tanto sesso e poco sonno, di divertimento e di stupore.
Un improvvisa animazione che sembrava aver colto i giocatori di bocce mi distolse dai miei pensieri tristi: alcuni stavano tirando fuori (ma da dove!) delle sedie. Berretto in lino mi salutò, guardandomi con un sorriso dolce come quello di un bambino, mentre dietro di lui un certo buon umore sghignazzante sembrava contagiare tutta la banda degli, oramai ex, giocatori di bocce. Mentre prendevano posto sulle sedie notai gli strumen
ti musicali: fiati, un contrabbasso, percussioni e cimbali. Da dove arrivavano? Inutile chiederselo: non ci capivo più nulla, mi girava la testa e stavo sudando. Forse avevo la febbre. La nebbia nel frattempo era sparita, ed era spuntato un sole caldo e intenso che si colocava perfettamente nel'allucinazione (nient'altro poteva essere...). Mi sembrava addirittura di sentire l'odore della salsedine portata dal vento. Berretto in lino diede il tempo e l’orchestra, perché di un’orchestra si trattava, attaccò.
ti musicali: fiati, un contrabbasso, percussioni e cimbali. Da dove arrivavano? Inutile chiederselo: non ci capivo più nulla, mi girava la testa e stavo sudando. Forse avevo la febbre. La nebbia nel frattempo era sparita, ed era spuntato un sole caldo e intenso che si colocava perfettamente nel'allucinazione (nient'altro poteva essere...). Mi sembrava addirittura di sentire l'odore della salsedine portata dal vento. Berretto in lino diede il tempo e l’orchestra, perché di un’orchestra si trattava, attaccò. Delle mani calde mi afferrarono i fianchi da dietro e lentamente mi slacciarono i bottoni della camicia. Erano mani che conoscevo bene, decise e delicate, e come ogni volta che si poggiavano sulla mia pelle non potei fare a meno di sussultare. Mi voltai e non mi stupì più di tanto di incontrare il suo viso. Raggiante come sempre, sorriso sincero e occhi profondi e radiosi che non possono che portare felicità a coloro su cui si posano. Quando poggiò la faccia sul mio petto oramai non stavo più pensando all’assurdità della situazione, e godevo solo della gioia del momento. Le carezzai la testa e le sue labbra sfiorarono il gabbiano tatuato sulla mia spalla sinistra provocandomi un leggero tremito lungo tutto il corpo. In effetti mica tanto leggero!
Berretto in lino intanto ci guardava, sorrideva e ci invitava a… a ballare? “¡Rapido, que
E intanto Ibrahim Ferrer cantava e sorrideva furbescamente. E l'orchestra del Buena Vista suonava, e la loro musica parlava di passione e sentimento, di sesso, di divertimento e di stupore.
Si passa la vita a cercare la donna bella, la donna con due pere così, la donna intelligente, la donna in carriera, la donna amante della famiglia, la donna fuori di testa, la donna tutta casa e chiesa, la donna che te la molla a prima richiesta come una garanzia bancaria, la donna di carattere, la donna sottomessa. Ma la cosa più rara è una donna che ci faccia sognare: io non so neanche ballare!

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