mercoledì 25 giugno 2008

Ignoranti e in malafede!

Ma ci fanno o ci sono?
Che
l’inflazione programmata nel rinnovo dei contratti serva a mantenere basso il tasso d'inflazione è una tavanata di portata galattica! Un'affermazione che qualsiasi giornalista indipendente denuncerebbe come sonora presa per il culo dell'opinione pubblica... Serve solo a lucrare sulle spalle di chi oggi percepisce salari che negli anni hanno perso quote importanti di potere d’acquisto. Esistono altri parametri a cui si può legare la crescita del salario senza per questo far aumentare l’inflazione. Per esempio la produttività. Ah ma rilevare questo indice e soprattutto mettere in condizioni chi percepisce un salario di poterlo migliorare costa! E non sia mai che il capitalismo italiano fatto di famelici pirati, predoni, incompetenti, figli di, e gente poco avezza alla concorrenza e al libero mercato decida di fare degli investimenti! “Breve periodo e conservazione”, queste sono le parole d’ordine. Se la nostra classe politica fa schifo, si perpetua coltivando ignoranza e supponenza, la classe imprenditoriale nostrana non meriterebbe certamente una meno drastica rottamanazione. Certo, molti dovrebbero stare in galera, ma per il bene di questo paese anche un rapido oblio basterebbe. Ma ci fanno o ci sono? Tremonti, figlio di un preparatissimo commercialita ha già spesso dimostrato la sua totale incompetenza, e sinceramente non gli affiderei neanche l'amministrazione del mio condominio; la Marcegaglia figlia di (ma possibile che in questo paese o si è figli di o non si può fare un cazzo?) un grande imprenditore, invece secondo me ci fa.

mercoledì 11 giugno 2008

Creative commons? Ma quanto te la tiri!


E questo sarebbe il commento che mi verrebbe in mente se surfando per la blogsfera mi imbattessi in un blog sfigatello e piuttosto di nicchia (che vuol dire non certo da top blogger o da classifiche di libero) come questo con in bell’evidenza la licenza creative commons. Quindi questo atto di presunzione merita una spiegazione. La prima è che a me piace un sacco quello che scrivo: le storie, i commenti brontoloni, le vaghe prese in giro. E ci metto pure un poco di talento, dai! La seconda, la più importante è che la tematica riguardante i diritti d’autore nel mondo del web 2.0 mi interessa un sacco. Ci sono tanti istituti giuridici che internet mette in discussione, e il Copyright è uno di questi. Troppo rigido per la società moderna. La rete è piena di forum dove la discussione sui diritti d’autore, copyleft e software libero si sviluppa, con contributi di qualità inaspettata. È una tematica che tutte le persone che amministrano un blog dovrebbero approfondire, per evitare cazzate e agire comunque consapevoli degli eventuali rischi che l’attività di blogger comporta. Un esempio? e se linko un filmato coperto da diritti d’autore da youtube cosa rischio? Un punto di partenza valido per iniziare ad approfondire questi temi è l’evoluzione della licenza creative commons, particolarmente adatta al mondo della blogsfera. Non mi dilungo nello spiegare in cosa consiste, sarebbe un control+c -control+V dal sito (chissà se facendo così si violano i diritti d’autore…), ma invito tutti coloro che passeranno di qui a darci un’occhiata. E’ importante!

lunedì 9 giugno 2008

AAAARRRRRRRRGGGGGGGGGG!!!!


Oggi sono andato a farmi togliere il gesso (sto scrivendo con due mani, che gioia, anche se gomito fa un casino di male e tengo 'na paura fottuta che esca di nuovo), e ho scoperto quanto mi piacciono le donne in camice bianco. Poco truccate, sovente con occhialini calati su dei dolcissimi nasini, e ai piedi... NO, oddio nooooo... Sento le trombe del giudizio universale, a questo punto ho paura di fare la fine di
Nietzsche, consumato da una misteriosa follia, in una fredda mattina torinese…Credo che l’Anticristo (non l’inimitabile libro del di sopra citato) stia arrivando. La perversione si spargerà per il mondo, e la prima frontiera della nostra civiltà a cadere sarà il buon gusto. Temo che ben presto Studio Aperto, tra tette rifatte e gossip vario si lancerà nell’esaltazione dei sandali dei Vip: i Crocs, che fieramente sostengono piedini di infermiere e dottori e che hanno oramai soppiantato i classici sandali olandesi. Il brutto e che 'sta schifezza sciama anche al di fuori dei luoghi di cura! Costano un sacco, sono abominevolmente orridi, e sono in materiale, caucciù, poco pratico. Stanno già invadendo i negozi di tendenza di Milano, con appositi espositori che svettano tra felpe de Puta Madre, t-shirt, Guru e Emily the Strange: roba che sicuramente ha sfiancato il nostro portafogli, ma se non altro non ha ancora attentato al buon gusto. E io ho sempre più paura…Se la suddetta fetecchia diventerà l’accessorio trendy dell’estate vuol dire che questa società o è giunta alla fine dei suoi giorni o non fa proprio per me: in entrambi i casi qualcuno avrebbe da consigliarmi un buon convento? Dovrò indossare sempre sandali, semplici comodi e decorosi, ma almeno andrò giù di distillati e vini prodotti dai solerti frati; e chissa che la vita non mi apparirà un poco più...

venerdì 6 giugno 2008

O paese d''o sole!

Chist' 'o paese d''o sole e il mandolino in sottofondo suona… E’ un immagine di cui siamo schiavi, e che imbarazza un sacco per i luoghi comuni a cui è legata. Paradosso è che nel paese d’’o soule il fotovoltaico, sia quasi sconosciuto. Chi vuole installare pannelli solari li acquista in Germania. Sarebbe come farsi portare la pizza a domicilio invece che dalla pizzeria sotto casa dal Tipico di Alexanderplatz a Berlino. La prima considerazione che mi viene in mente è che la classe imprenditoriale italiana è principalmente composta da incompetenti. E’ un business che richiede investimenti, ricerca e duro lavoro. Meglio tagliare, smobilitare, speculare e poi fare gli sboroni al Billioaire. Se a tutto questo aggiungiamo che la risposta alla penuria di energia da parte della politica è il ritorno al nucleare si capisce quanto lo stato della situazione sia avvilente! In questo dibattito di altissimo livello si inserisce prepotentemente l’incidente occorso alla centrale nucleare in Slovenia, che mi fa comunque maturare una radicata certezza: Scaloja porta sfiga.

mercoledì 4 giugno 2008

AIDS, condom & cazzate varie

La prossima settimana ci sarà qui a Milano Convivio, raccolta di fondi a favore di ANLAIDS, e ne approfitto per riflettere su un tema a cui sono molto sensibile. Premetto che nella mia vita non sono mai stato un farfallone; qualche volta ci ho provato, ma non è che ci sia riuscito proprio benissimo. La realtà è che per interpretare il conquistador de femmine ci vuole personalità acida, pelo sullo stomaco e pettorali prorompenti. E io invece ho pettorali pelosi, acidità di stomaco e in effetti, personalità prorompente, ma non so se questo sia un bene. Sarebbe un discorso da continuare, ma magari in un altro post. Di AIDS come fenomeno epidemico si è iniziato a parlare quando io avevo 15 anni. La mia giovinezza è stata quindi costellata dalle svariate cazzate che, soprattutto nei bui anni '80 si sentivano intorno a questa malattia. La malattia degli omosessuali, dei drogati, la nemesi divina contro le perversioni....Ho vissuto l'ottusaggine soprattutto della chiesa cattolica ufficiale di fronte all'epidemia, con la sua guerra all'uso del profilattico, nonostante la gente morisse. Il Virus HIV è stato comunque un fattore sempre presente nella mia adolescenza. Devo dire la verità che non ho mai avuto particolari paure. Non per incoscienza, ma proprio per coscienza di che cosa era l'AIDS e di quali erano i comportamenti a rischio. Fatto sta che arrivò il giorno in cui una relazione stava diventando veramente importante. Allora fare il test per il virus HIV mi parve la cosa più corretta. Fu una cosa di una semplicità banale. Vai, ti bucano, e un paio di giorni dopo passi e ritiri il risultato. Tutto gratis e tutto, se vuoi, anonimo. Il tempo di una pausa pranzo, insomma. Era prevista una piccola intervista di routine con l'operatore sanitario, molto cordiale. Mi chiese perché volevo fare l'esame per l'HIV, e scoprii che quello che a me pareva un comportamento normale, cioè fare il test nel momento in cui iniziavo ad avere una vita sessuale più stabile (traduco monogamia e non utilizzo del profilattico), Non lo era affatto. Chissà quanta gente è morta perché questo concetto non era poi così normale come io supponevo. E' passato tanto tempo ma mi ricordo che quando andai a ritirare il risultato nella piccola sala d'aspetto sedevano due ragazzini di una magrezza impressionante, eta indefinita ma non più di 18/20 anni. Era un caldo maggio milanese, ma, mentre uno piangeva l'altro, con gli occhi segnati da occhiaie di chissà quante notti insonni stringeva le braccia intorno al corpo e tremava visibilmente; ho presente nitidi in testa quei pochi fotogrammi di quell'episodio e non penso che li scorderò mai, per quanto il mio hard disk sia antiquato e stia iniziando a perdere colpi.