giovedì 26 febbraio 2009

Inaccettabile Dario!!!

...che a me sta pure simpatico!
Il mio infatti non è un giudizio sulle persone. Giudico Dario Frnceschini una persona capace, e lo stesso di può dire di tutto il gruppo dirigente di DS e Margherita pima e dei PD dopo.Il problema, però che queste persone sono le stesse!
Io trovo quello che è successo sabato inaccettabile. Se non sotto il piano giuridico (sono certo che le regole statutarie siano state seguite puntigliosamente) sotto il profilo politico e nel merito delle cose. Prima di tutto l’Assemblea che sabato ha nominato
Dario Franceschini è stata eletta seguendo procedure più vicine alla cooptazione che a libere elezioni, è questo è un dato di fatto. Nessuno dei delegati, proprio per questo fatto può dirsi rappresentante degli elettori e degli iscritti del Partito Democratico. Oltre questo la nomina del nuovo Segretario non risolve il problema di una classe dirigente inadeguata che rimane stabile e ancorata alle proprie poltrone mentre il mondo lì fuori cambia. Un esempio dell’inadeguatezza manifesta è il fatto è che uno dei concetti più coniugati dai suddetti è stata l’impossibilità di organizzare un congresso in così poco tempo. Beh se non siete in grado di affrontare situazioni d’emergenza o anche ordinarie in maniera innnovativa, rapida e efficiente, con creatività e realismo, non siete sicuramente adatti a cambiare questo paese. Quindi si prenda atto di questo limite e ritiratevi dalla politica attiva. IMMEDIATAMENTE.

sabato 14 febbraio 2009

la sensualità di Neruda

DESNUDA ERES SIMPLE

Desnuda eres simple como una de tus manos,
lisa, terrestre, minima, redonda, transparente,
tienes lineas de luna, caminos de manzana,
desnuda eres delgada como el trigo desnudo.
Desnuda eres azul como la noche en Cuba,
tienes enredaderas y estrellas en el pelo,
desnuda eres enorme y amarilla
como el verano en una iglesia de oro.
Desnuda eres pequena como una de tus unas,
curva, sutil, rosada hasta que nace el dia
y te metes en el subterraneo del mundo.
como en un largo tunel de trajes y trabajos:
tu claridad se apaga, se viste, se deshoja
y otra vez vuelve a ser una mano desnuda.

martedì 10 febbraio 2009

Ora lasciatemi andare

Sembra siano state le ultime parole di Karol Wojtyla: ma non lo sapremo mai.

L'art 32 della Costituzione recita:”Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Io confesso la mia ignoranza su questioni di fede. Non sono un credente, personalmente sentirei una fede come una limitazione intollerabile della mia persona e della mia etica. Discorso personale, che nulla ha a che fare con la diffidenza verso l'istituzione Chiesa Cattolica, e il suo agire terreno. Stante questa premessa non posso credere che la morale cattolica non si sposi con l'articolo sopra citato. Si parla di dignità, di rispetto della vita, di libero arbitrio. E questi mi paiono concetti non solo figli dell'illuminismo. E allora che è successo? Perchè allora tutta questa violenza in questi giorni?
Nel 2006 il cardinale Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari disse, con riferimento al caso di Piergiorgio Welby: “I medici dicano se la macchina che aiuta a respirare Welby è inutile o sproporzionata e se non fa altro che prolungare l'agonia di una imminente morte”.
E allora oggi che è successo? Un dramma, che merita, al di la delle opinioni personali il nostro più profondo rispetto è stato utilizzato per un altro scopo. Una guerra di potere, nulla di più. E questo a me fa veramente schifo. Chi ha condotto questa cinica guerra, passando sopra al dolore, al rispetto, alle leggi di questo stato merita il nostro più profondo disprezzo. Questo è un giudizio sull'uomo Berlusconi, non sul politico.

domenica 8 febbraio 2009

alla sua età io pensavo alla gnocca


Alla sua età io nelle notti di primavera andavo in giro per Milano in pattini. Puro cazzeggio. Lavoravo, certo! E pure tanto… Ma in fin dei conti pensavo alla gnocca. Si mi indignavo leggendo i giornali, ero consapevole che il mondo faceva schifo. Ma io ero lì, pieno di prospettive, forte come un Giovane Dio e senza particolari problemi. E fondamentalmente pensavo alla gnocca. Una sera di maggio mentre stavo intortando una bella ragazza dagli occhi neri neri e la carnagione chiara chiara, alternando perle di saggezza a piccole provocazioni (stavo pensando alla gnocca, no?) apprendemmo dal televideo, acceso per vedere l’orario dei cinema, che a Capaci avevano ucciso Giovanni Falcone. Cosa che ci scioccò tutti. E la mia umanità e il mio dimostrato senso civico allora mi aiutarono non poco a concludere con la figliola di cui sopra. Insomma, all’età in cui Roberto Saviano Scriveva Gomorra io ero un tipo saccente e stronzetto, che voleva tutto dalla vita e sapeva che l’avrebbe avuto, che andava in vacanza, che aveva una vita sociale frivola e impegnata (principalmente dedicata alla gnocca), e che poteva tranquillamente decidere il pomeriggio che fare la sera. E di tutto questo non mi sono mai sentito in colpa fino ad ora. E oggi invece mi sento una merda, un egoista, un idiota. Leggo di come vive Roberto Saviano. Uno che non può mangiare una pizza fuori, andare in discoteca, incontrare gli amici ad un aperitivo o anche fare un giro alla Feltrinelli e mi sento veramente in colpa per quegli anni vacui. Lo sapevo allora che il mondo faceva schifo, ma ora ne sento ancora di più il fetore.