venerdì 31 ottobre 2008

Ossimoro


COGLIONI SENZA PALLE !!!

giovedì 30 ottobre 2008

Facciamo l'Ipotesi

Dalla prima pagina de l'Unità di oggi:

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.

Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. .

Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole priva te denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.


(Pietro Calamandrei, Scuola Democratica, 20 marzo 1950)

mercoledì 29 ottobre 2008

Addio Roma

Un pensiero a tutti quei ragazzi (e non) Italiani di talento snobbati dal nostro paese e ora lavorano nelle Università di mezzo mondo, nelle pù importanti aziende e nelle capitali più dinamiche.


sabato 25 ottobre 2008

Io non firmo

Non è che io voglio andare sempre controcorrente, ma ci ho pensato veramente a lungo e alla fine ho deciso che io non firmerò l’appello dei Premi Nobel per Saviano. Questa non è una provocazione (non del tutto almeno...). Allora, io sto con Roberto Saviano, lui è un grande, un simbolo, un eroe. Ma solo posti brutti, duri e pericolosi come Gotham City hanno bisogno di eroi, non i paesi civili. E Roberto Saviano è un ragazzo di 28 anni, che fa lo scrittore e ha smesso di vivere, non Bruce Wayne.
200.000 firme al 24/10/2008, non sono mica poche! Ma chi sono i 200.000 che hanno firmato? Tra gli altri c'è
Sandro Bondi, ministro della cultura dell’attuale governo. Bene, io della tua firma non me ne faccio un cazzo, caro Sandro. Un gesto di solidarietà? Bene, dimettiti, o fai espellere dal tuo partito Nicola Cosentino Sottosegretario di Forza Italia indicato come colluso con il clan dei Casalesi. Sennò sei un ipocrita, caro Sandro.
E gli altri 199.999? quanti di questi affittirebbero una casa a Roberto Saviano? Quante donne andrebbero a mangiare una pizza con Roberto Saviano, che mi pare pure un bell’uomo? Vale di più la compagnia di uno scrittore colto e carismatico o l’alta probabilità che entri qualcuno e ti svuoti addosso il caricatore di un AK47?
A me sa tanto di lavata di coscienza, sta roba qui... Io a Roberto Saviano vorrei dire di andarsene da questo paese, dove c’è uno Stato che non è in grado (non può o non vuole ora è secondario) di combattere la criminalità e delega questa funzione agli eroi. E’ ipocrisia pura, come quella della
confcommercio siciliana che sospende i commercianti che pagano il pizzo. Si chiede di denunciare, mentre lo Stato non è in grado di proteggere. Se alle denunce dei commercianti seguissero fatti concreti, repressione e condanne sono sicuro che molti ma molti più commerciati e persone comuni non abbasserebbero la testa di fronte ai soprusi e alla violenza. Io un aereo insieme a Roberto Saviano non so se lo prenderei… E quindi mi tengo il mio senso di colpa e non firmo.

lunedì 20 ottobre 2008

cazzoni d'Italia


parcheggio UCICINEMAS Certosa: Jeep parcheggiata su aiuola

domenica 19 ottobre 2008

Trecentosessantacinque

Il mio pettorale di partenza alla Green Race 2008... Vediamo! In effetti corro in casa, infatti si corre nel parco dove mi alleno ogni sabato e domenica. Ma non è che questo sia proprio un vantaggio! L'obbiettivo è, come sempre, arrivare alla fine (grat.. grat..)



Per l'occasione ho caricato sull'ipod una compilation piuttosto aggressiva: Manson, Daft Punk, 2 pack, e come sempre l'immancabile fanfara dei bersaglieri.

sabato 11 ottobre 2008

yo vengo quemando…

Autunno. Il cielo grigio, le foglie che cadono, i colori della natura cambiano, diventano più tenui. Il vento soffia tra gli alberi spogli... L'autunno è la stagione che ha più di ogni altra ha ispirato poeti e scrittori, registi, e centinaia di blogger sparsi per il pianeta. Ecco dopo questa doverosa premessa specifico che a me l'Autunno mi fa cagare! Il cielo cupo, la bruma... I giorni che lentamente si accorciano mi danno un senso di oppressione, una depressione latente mi infetta l’anima. Con questo spirito, sopraffatto e claustrofobizzato dal cielo grigio tomba, dai rumori di una città tornata dopo la sbornia estiva ai suoi soliti livelli di stress, attraversavo il parco. Avevo bisogno di spazio, l'unica cura (più un placebo in effetti) alla tristezza montante. Naturalmente non si vedeva anima viva nella foschia autunnale che avvolgeva gli alberi. L'unico assembramento rumoroso era intorno ai campi di bocce, dove pensionati perennemente abbronzati si sfidavano in accesissime partite. Il loro vociare, rauco e stanco era la colonna sonora del mio stato d'animo. Non potevo fare a meno di osservarli, con le loro camicie colorate fuori stagione e fuori dal tempo. Quello che si apprestava a tirare indossava dei pantaloni bianchi troppo corti, una camicia viola a fiori, un cravattino cortissimo, e un berretto in lino consunto. La malinconia intanto cresceva perché il loro abbigliamento sapeva nonostante tutto di estate, e quella appena passata era stata un’estate molto particolare. Di passione e sentimento, di sesso, tanto sesso e poco sonno, di divertimento e di stupore.

Un improvvisa animazione che sembrava aver colto i giocatori di bocce mi distolse dai miei pensieri tristi: alcuni stavano tirando fuori (ma da dove!) delle sedie. Berretto in lino mi salutò, guardandomi con un sorriso dolce come quello di un bambino, mentre dietro di lui un certo buon umore sghignazzante sembrava contagiare tutta la banda degli, oramai ex, giocatori di bocce. Mentre prendevano posto sulle sedie notai gli strumenti musicali: fiati, un contrabbasso, percussioni e cimbali. Da dove arrivavano? Inutile chiederselo: non ci capivo più nulla, mi girava la testa e stavo sudando. Forse avevo la febbre. La nebbia nel frattempo era sparita, ed era spuntato un sole caldo e intenso che si colocava perfettamente nel'allucinazione (nient'altro poteva essere...). Mi sembrava addirittura di sentire l'odore della salsedine portata dal vento. Berretto in lino diede il tempo e l’orchestra, perché di un’orchestra si trattava, attaccò.
Delle mani calde mi afferrarono i fianchi da dietro e lentamente mi slacciarono i bottoni della camicia. Erano mani che conoscevo bene, decise e delicate, e come ogni volta che si poggiavano sulla mia pelle non potei fare a meno di sussultare. Mi voltai e non mi stupì più di tanto di incontrare il suo viso. Raggiante come sempre, sorriso sincero e occhi profondi e radiosi che non possono che portare felicità a coloro su cui si posano. Quando poggiò la faccia sul mio petto oramai non stavo più pensando all’assurdità della situazione, e godevo solo della gioia del momento. Le carezzai la testa e le sue labbra sfiorarono il gabbiano tatuato sulla mia spalla sinistra provocandomi un leggero tremito lungo tutto il corpo. In effetti mica tanto leggero!

Berretto in lino intanto ci guardava, sorrideva e ci invitava a… a ballare? “¡Rapido, que vamos a empezar!”, e iniziò a cantare. Non potei fare a meno di cingerle i fianchi col braccio e con una impensata naturalezza cominciammo seguire il tempo. Gli occhi profondi iniziarono a luccicare d malizia, e il suo corpo la concretizzava aderendo sempre più al mio. E più la stringevo più si schiacciava a me, e più si schiacciava a me e più la stringevo… Certo, la musica che ci accompagnava era sensuale, potente, ma nulla a confronto all’energia che in quel momento creavano i nostri corpi adesi e sudati. E mi sentivo bruciare, e i pompieri non avrebbero potuto fare niente per quel fuoco.
E intanto Ibrahim Ferrer cantava e sorrideva furbescamente. E l'orchestra del Buena Vista suonava, e la loro musica parlava di passione e sentimento, di sesso, di divertimento e di stupore.
Si passa la vita a cercare la donna bella, la donna con due pere così, la donna intelligente, la donna in carriera, la donna amante della famiglia, la donna fuori di testa, la donna tutta casa e chiesa, la donna che te la molla a prima richiesta come una garanzia bancaria, la donna di carattere, la donna sottomessa. Ma la cosa più rara è una donna che ci faccia sognare: io non so neanche ballare!


mercoledì 8 ottobre 2008

Sensualità

I pizzi pizzetti e merletti allegati sono troppo borghesi. Autoreggenti o calze a rete decisamente poco pratiche, e decisamente troppo delicate; e poi è roba vista e stravista, diciamocelo! Stivaloni di pelle poi invece del testosterone mi stimolano l'ilarità. Io in fin dei conti sono una persona semplice, che vuole cose molto semplici. Sono un triste contabile, e quindi poco fantasioso di natura. Che ci volete fare, nell'epoca delle veline, mini girofiga, taccoquindici, biancheria stile bodello sul missisipi, in cui se non c'hai la chiappa che ti spunta fuori dal pantalaone anche a dicembre sei out, io ricerco la semplicità. Cosa c'è infatti di più sensuale di una donna nuda in scarpe da ginnastica?

lunedì 6 ottobre 2008

Odio i Lunedì

ODIO i Lunedì cantava il buon Vasco… E se li odia lui che saranno almeno 20 anni che non si sveglia prima di mezzogiorno (beato lui!), quanto mai possiamo odiarli noi!
Giorno di depressione acuta per il 98% di tutti noi. Generalmente tutto quello di negativo che ci capita si amplifica, e il malumore si dilata. Con questo umore, esacerbato e stizzito, si affronta quindi con colleghi, amici e nemici (molto più nemici che amici) il classico e drammatico confronto sulla domenica calcistica. Esegesi delle prime pagine delle varie gazzette, e commenti dei principali programmi sul calcio (che generalmente si definiscono, anche nel nome rubriche sportive: è come se il nostro fruttivendolo di fiducia, persona generalmente preziosa e indispensabile, si definisse un botanico), e delle varie moviole.
E' uno sfogo della nostra frustrazione o semplicemente si cerca di prolungare, il più possibile, anche e soprattutto nel giorno più triste della settimana la passione per la propria squadra di calcio? Io non seguo il calcio, mi annoia, e a tutto questo sono abbastanza ostile; tutti noi in fondo siamo quanto meno maldisposti verso tutto quello che ci viene imposto, e, in effetti, anche se non te ne frega una beata fava, tutto quel che riguarda il mondo del pallone, dal gossip più becero alle vicende domenicali, ci viene imposto. Carlo Marx diceva che la religione è l'oppio dei popoli; allora oggi il calcio non può che essere la religione dei suddetti popoli.La scena che ci ha fatto ribaltare tutti dalle risate del povero Fantozzi costretto ad andare al cineforum, che attraversa la città deserta con la telecronaca della partita dell'Italia che rimbomba tra i palazzi e le strade vuote, io l'ho vissuta in prima persona durante una partita dei mondiali. Fin qui, oltre alla mia personale insofferenza non ci sarebbe nulla di male.Quello che mi infastidisce è che di fronte alla droga da somministrare che è il calcio tutto è permesso. Violare norme di sicurezza, derogare blocchi del traffico, sedute straordinarie del Parlamento e dei Consigli Comunali, per non parlare di leggi ad hoc per aiutare le varie Società a nascondere situazioni debitore che porterebbero al fallimento qualsiasi imprenditore… Ma tutto questo è giusto?

sabato 4 ottobre 2008

3620

Tremilasecentoventi. E' il numero di pettorale con cui domani parteciperò alla deejay ten. E' la seconda volta in vita mia che faccio una gara agonistica, e non è che mi sia poi preparato benissimo... Speriamo di non fare figure di merda!