martedì 29 luglio 2008

Cojones

Nel mondo di oggi se ne intravede la mancanza, La limitatezza del genoma umano, incapace di isolare l’acido ribonucleico di quegli individui che ne sono sprovvisti, in questo caso è evidente! E invece loro sono qui, e si riproducono lo stesso, grazie a dei testicolini rinsecchiti e timidi che non hanno nulla a che vedere con i Cojones di cui sono fallaci. Determinazione, il coraggio delle proprie azioni, guardare chi ci sta davanti dritto negli occhi: da queste piccole cose capisci che lì sotto ci stanno i cojones, e non due mandorle disidratate. Ma la caratteristica più importante è l’onestà; verso se stessi e verso il mondo che ci circonda. Una volta c’era il maschio latino, oggi prevalgono amebe asessuate che nella loro vigliaccheria fanno male alle persone. Il discorso si può estendere pure alle donne. Io rimango sempre affascinato da una donna che rifiuta il ruolo standard che Lucignolo le assegna, che prende la patente e gira in macchina, che non aspetta sottocasa con minigonna girofiga e scollatura a fil di capezzolo che la mercedes di turno passi a prenderla. Sia ben chiaro che io non ho nulla contro le mini girofiga, anzi! Ma si può indossarle pur essendo persone che ricercano l’indipendenza e non hanno la massima ambizione nella vita di finire sull’Isola dei famosi. Oggi, sia tra i maschi che tra e donne i Cojones scarseggiano e la leccaculaggine impera, fino quasi a diventare un pregio, e questo mi rammarica molto. Come si reagisce quando ci si trova ad interagire con persone che si sono autocastrate? Io ostento indifferenza, cerco di averci a che fare il meno possibile. Anche se poi con certi la mazza ferrata sarebbe il rimedio migliore…

giovedì 17 luglio 2008

Fulmini e tempeste, terremoti e turbolenze

L’estate è il periodo in cui in televisione compaiono film a tema catastrofi. Gli schermi strabordano di tzunami, improvvise glaciazioni, vulcani…Ma anche di calamari giganti pronti a seminare il panico tra i bagnanti, cattivissimi e incazzatatissimi squali mutanti… E mai come quest’anno le turbolenze evocate dalle telecatastrofi si materializzano nella vita reale. Un poco come vivere questo tempo dentro il cestello di una lavatrice… e poi meraviglia per tutto quello che succede. Come quando tiri fuori dalla lavatrice i pantaloni rovesciati! “Certo che centrifuga duro la lavatrice, se mi rovescia anche i jeans!” e come si affronta cotanto smottamento? Per ora lascio che la centrifuga mi ribalti, dormo poco e osservo. E quello che vedo mi piace! Tutto si mischia, e i dubbi rimangono le uniche certezze. Pazienza, mi sono sempre stati bellamente sulle palle le persone troppo sicure e mai pronte a mettersi in discussione: portatori di verità assolute e supponenza. Fosse per loro la terra sarebbe ancora piatta… C’era bisogno di tutto questo, però. Anzi, me lo meritavo, dopo tutte le mazzate prese ultimamente. E poi mi piace, lo ribadisco! Cavolo se mi piace! Ci sono dei momenti di naturale lentezza in questo mondo agitato che ti consentono di godere a pieno delle cose, di vederle sotto un'angolazione più soddisfacente.E in un mondo che corre la lentezza è un lusso, una cosa rara e preziosa.
No, non è vero che me la sono meritata, è solo che ho un gran culo.

giovedì 10 luglio 2008

Angeli...

Occhi neri e nasino alla francese. Il corpo è spettacolare, con due chiappe scolpite, da misurare con il goniometro. Comunicatività tipica delle donne brasiliane e stronzaggine delle milanesi poi ben si fondono in lei. E’ inutile dire che sono tutti ai suoi piedi. Non mi ha mai calcolato, mi saluta con un sorriso accennato e con un movimento aristocratico di una narice. Certo che se la sua testa fosse spettacolare come il suo didietro altro che premio nobel… L’apparenza è però di una femmina mediamente idiota. Si può capire il mio stupore quando mi porge il bicchiere di caipiriña chiedendomi se la voglio assaggiare, con un sorriso amichevole come se mi conoscesse da sempre! “sai ieri sera ti ho visto al viver’" In effetti la sera precedente sono passato di fronte a quel posto, zona dove gli sfaccendati milanesi si alcolizzano e si infarinano; “ed eri con due donne”; lo sguardo qui si fa indagatorio, quasi serio: “una bionda e una mora”. Poi mi fissa dritto nelle pupille come se si aspettasse una risposta, una giustificazione. In effetti ero con due splendide ragazze, due amiche, due persone importanti che stimo e a cui voglio un gran bene. Beh, certe volte le apparenze ingannano… Questa è infatti particolarmente idiota, non mediamente! Vede uno che considera del suo branco per qualche sguardo arrapato (sono pure sempre uomo, dai!) con due femmine di razza (per dirla alla Montalbano) e si incazza? “Io, con due donne? con una bionda e una mora?” rispondo con aria ingenua; “Beh si vede che la rossa era andata a prendermi da bere”. E concludo con un sorriso sincero, mandando giù la sua caipiriña. Ridacchio di soddisfazione dentro di me, mentre si allontana con aria offesa. Ch’ha un culo che gli manca la solo la parola, anzi no: mi sta infatti dando dello stronzo in questo momento. Intanto a me sorge un dubbio: ma John Bosley era gay?

mercoledì 9 luglio 2008

Robin Hood Tax? ma mi pigli per il culo?

Premessa: se io, grossista, acquisto un bene a X, al consumatore lo rivenderò a X + Y, dove Y tiene conto del mio profitto, della domanda, e dei miei costi. Tra i miei costi ci sono anche le tasse.
Se le tasse che vado a pagare aumentano di 2 quindi come minimo al consumatore il prezzo finale sarà di X +Y+2. È il mercato (e non parlo di logiche di moltiplicatore, che genererebbero aumenti maggiori di 2).
Domanda: se il governo aumenta le tasse a determinati grossisti, in questo caso Petrolieri e banche, il suddetto aumento chi lo pagherà realmente. Le banche o il consumatore?
Risposta: Tremonti è un imbecille.
Gli amici di Noisefromamerika, insopportabili certe volte, lo dicono più gentilmente qui

lunedì 7 luglio 2008

Donne con le palle

Lo sguardo è deciso, e le riconosci subito da come camminano flessuose sul loro tacco 10. I fianchi seguono sensuali ritmi sinuosi dettati da melodie che l’orecchio maschile non sembra essere in grado di percepire…
Sono donne di carattere, decise, indipendenti; e questo, sopratutto a noi uomini, può fare paura, creare imbarazzo… Non c’è niente da dire, sono donne con le palle. E le usano pure ovunque, sul lavoro come nella vita privata! Contrariamente a quanto ci si può immaginare nei loro occhi non si troverà mai traccia di durezza, anzi! Fierezza, quasi gioia e un’aria maliziosa e energica le caratterizza. Se le si incrocia per strada e si fa attenzione ai particolari è proprio dallo sguardo sprezzante, dal passo sicuro, dagli occhi dalle grandi pupille dilatate, dai muscoli delle articolazioni contratti che le si può riconoscere. Ma soprattutto dal sorriso intenso e penetrante. Raramente le donne sorridono così!
Chissà cos’è che genera quel meraviglioso sorriso nelle donne con le palle!

mercoledì 2 luglio 2008

la narcolessia

La narcolessia è una malattia maledetta. Certe volte è anche un'atteggiamento dell'animo, impaurito di fronte ad un mondo in cui non si riconosce, o semplicemente troppo debole per la realtà dei nostri giorni. E' paura, terrore, vigliaccheria. Ma è anche tristezza, solitudine e dolore. Si vive la vita, la si gode, si provano sensazioni. Ad un certo punto, quando queste si avviano a diventare qualche cosa di più, stati dell'essere, cambiamenti significativi gli occhi si chiudono, la corteccia cerebrale si ritrae e alla realtà si sostituiscono spaventose allucinazioni. Quando ci si risveglia tutto è scomparso. Magari seminando anche dolore tra chi ti è vicino. Ma tu stavi dormendo, o almeno la tua personalità, il tuo entusiasmo, il tuo essere più profondo stava dormendo. O semplicemente aveva chiuso gli occhi di fronte a quello che stava succedendo, non facendo più nulla. Che in fin dei conti è la stessa cosa. Certe volte la narcolessia ti preserva anche dai dolori dela vita, e in questi momenti non si può non essere grati al nostro spirito infetto! In fin dei conti è un parafulmini che ti fa sopravvivere nelle tempeste! Vivere sotto la minaccia cosante della narcolessia ti fa precepire la realtà sfuocata; tutto quello che ti accade lo vedi con occhi da presbite e tutte le emozioni ti arrivano ovattate. La costante è la precarietà di tutto. Questa nebbia malata un giorno fu squarciata da una luce nitida e calda sulla sua faccia. Il mondo finalmente appariva in tutti i suoi colori, e lo spettacolo era bellissimo. Il cuore batteva e l'anima fu travolta da sensazioni incredibili. La luce sebrava venire dal sole, dal cielo stellato, dalla terra... ovunque si voltasse una luce accecante. E gli occhi si riempirono di lacrime. No, non era la luce che lo accecava, ma la paura, quasi certezza che da un momento all'altro si sarebbe addormentato e al suo risveglio tutto sarebbe stato come prima. Se non peggio.