C'è una cosa che le donne fanno, tutte. Prima fanno le schizzinose, poi si intimidiscono, poi ti dicono che tu sei la prima persona per cui lo fanno. Ci sono alcune che dicono di non averlo mai fatto, ma sono palle e lo sappiamo bene! Alcune si danno l’aria da femmine vissute, ma poi non sanno neanche muovere le labbra e quello che ti fanno provare è solo fastidio…. A noi uomini piace un sacco, lo cerchiamo, e molte volte ci intimidisce addirittura chiederlo esplicitamente, e cerchiamo di farlo capire in maniera piuttosto goffa...
Che posso dire, che per una volta io non ci pensavo, anche perchè diciamo che il corrispettivo maschile, benchè mi piaccia un sacco non è che mi riesca benissimo...
Comunque appena mi sono accorto di come le riusciva bene, le ho detto che ne avrebbe dovto fare una professione, che la gente l'avrebbe applaudita e che avrebbe seriamente dovuto pensare a farlo in pubblico!
Tutto iniziò una mattina che lei stava facendo la doccia. Io passo davanti al bagno e la sento cantare, e c'ha una cazzo di voce che mi fa bollire il sangue. Sensuale, dolce, anche timida direi. Tutte le donne cantano dicevo prima, ma come lei... Io poi che, come scrivevo sopra sono particolarmente stonato, non tengo il tempo, ho poco orecchio e un vocino soffocato ne rimango colpito.
E la fantasia vola! Ci troviamo tra la 6th and McDougal Street, a New York all’entrata del Blue Note, mitico jazz restaurant (cioè, il Blue Note ci sta pure a Milano, ma vuoi mettere…) Una variegata folla si appresta ad entrare nel locale e ad accomodarsi. Spettacolo interessante quello di questa sera, dedicato ad un debutto assoluto, ed è raro che il Blue Note ospiti questo genere di eventi. Si respira un'aria frizzante, elettrica; c’è una grandissima curiosità. Ad un certo punto le luci si
abbassano, il vocio sommesso si placa, e sul palco appare lei, che avanza lentamente in un vestito rosso che lascia scoperta la schiena. Volto sconosciuto per la platea newyorkese, ma che non può che attirare simpatia. Un sorriso smagliante e allo stesso tempo timido, due occhi vitali che gli occhiali dalla montatura rossa anche loro esaltano invece che celare… Le note che la banda attacca sono quelle del classico dei classici, per questa città. Un omaggio che il pubblico gradisce applaudendo a scena aperta. Quando intona summertime oramai l’esigente platea del Blue Note è ai suoi piedi. Ma non è ancora finita: ora che ha acquistato sicurezza può proporre il suo pezzo forte, che il pubblico riconosce e che canta insieme a lei… è nata una star!
Tutto questo sarebbe possibile, ma io che sono egoista preferisco che canti per me e solo per me (come Raffaella per Tiziano Ferro).
Che posso dire, che per una volta io non ci pensavo, anche perchè diciamo che il corrispettivo maschile, benchè mi piaccia un sacco non è che mi riesca benissimo...
Comunque appena mi sono accorto di come le riusciva bene, le ho detto che ne avrebbe dovto fare una professione, che la gente l'avrebbe applaudita e che avrebbe seriamente dovuto pensare a farlo in pubblico!
Tutto iniziò una mattina che lei stava facendo la doccia. Io passo davanti al bagno e la sento cantare, e c'ha una cazzo di voce che mi fa bollire il sangue. Sensuale, dolce, anche timida direi. Tutte le donne cantano dicevo prima, ma come lei... Io poi che, come scrivevo sopra sono particolarmente stonato, non tengo il tempo, ho poco orecchio e un vocino soffocato ne rimango colpito.
E la fantasia vola! Ci troviamo tra la 6th and McDougal Street, a New York all’entrata del Blue Note, mitico jazz restaurant (cioè, il Blue Note ci sta pure a Milano, ma vuoi mettere…) Una variegata folla si appresta ad entrare nel locale e ad accomodarsi. Spettacolo interessante quello di questa sera, dedicato ad un debutto assoluto, ed è raro che il Blue Note ospiti questo genere di eventi. Si respira un'aria frizzante, elettrica; c’è una grandissima curiosità. Ad un certo punto le luci si
abbassano, il vocio sommesso si placa, e sul palco appare lei, che avanza lentamente in un vestito rosso che lascia scoperta la schiena. Volto sconosciuto per la platea newyorkese, ma che non può che attirare simpatia. Un sorriso smagliante e allo stesso tempo timido, due occhi vitali che gli occhiali dalla montatura rossa anche loro esaltano invece che celare… Le note che la banda attacca sono quelle del classico dei classici, per questa città. Un omaggio che il pubblico gradisce applaudendo a scena aperta. Quando intona summertime oramai l’esigente platea del Blue Note è ai suoi piedi. Ma non è ancora finita: ora che ha acquistato sicurezza può proporre il suo pezzo forte, che il pubblico riconosce e che canta insieme a lei… è nata una star!Tutto questo sarebbe possibile, ma io che sono egoista preferisco che canti per me e solo per me (come Raffaella per Tiziano Ferro).

1 commento:
Restando in tema di canzoni..."I sogni son desideri"...chissà, magar prima o poi il tuo sogno diventerà realtà...se non proprio al Blue Note, magari semplicemetne per te...come Raffaella....tua e solo tua...
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