“Sai l'altra sera stavo tornano a casa e ero sulla 90/91. Il bus era strapieno. Poi ad un certo punto vedo di fronte a me due di 'sti negri che guardavano con insistenza la borsa di una vecchietta lì davanti. Ad un certo punto uno di scatto le strappa la borsa... allora io non ci ho visto più e sono partito con un calcio diretto alla mandibola di quello che scappava e ho piantato un pugno in faccia a quell'altro che era li e stava per intervenire...”
Questa storia in effetti l'avrò sentita almeno una decina di volte, con pochi particolari che si intercambiano senza mutare il senso finale. Se sei in una palestra si parlerà di pugni, in un dojo ci si perderà in particolari sulle tecniche marziali utilizzate. Ci sono poi ulteriori note di colore: i cattivi (sempre più di due) possono essere arabi, sudamericani o africani (insomma se non neri almeno scuri...). Quello che non cambia mai è la linea del filobus 90/91, che fa il giro delle periferie di Milano. La sento spesso questa storia, e francamente la ritengo una leggenda metropolitana tipo quella dei coccodrilli albini. L'ultima volta i negracci cattivi erano arabi, ed erano almeno 3 o 4. Ma il narratore della situazione era un kickboxer esperto, e intorno a lui un attento e presissimo uditorio scandiva il racconto con intercalari tipo “picchia l'arabo...” o gemiti orgasmici decisamente imbarazzanti. Cioè, un giro su quest'autobus ce lo farei volentieri, se non fossi piuttosto scuro di carnagione! Mi aspetto di trovarlo pieno di gente in kimono che giocherella coi nunchaku e si guarda torva in giro...
Questa storia in effetti l'avrò sentita almeno una decina di volte, con pochi particolari che si intercambiano senza mutare il senso finale. Se sei in una palestra si parlerà di pugni, in un dojo ci si perderà in particolari sulle tecniche marziali utilizzate. Ci sono poi ulteriori note di colore: i cattivi (sempre più di due) possono essere arabi, sudamericani o africani (insomma se non neri almeno scuri...). Quello che non cambia mai è la linea del filobus 90/91, che fa il giro delle periferie di Milano. La sento spesso questa storia, e francamente la ritengo una leggenda metropolitana tipo quella dei coccodrilli albini. L'ultima volta i negracci cattivi erano arabi, ed erano almeno 3 o 4. Ma il narratore della situazione era un kickboxer esperto, e intorno a lui un attento e presissimo uditorio scandiva il racconto con intercalari tipo “picchia l'arabo...” o gemiti orgasmici decisamente imbarazzanti. Cioè, un giro su quest'autobus ce lo farei volentieri, se non fossi piuttosto scuro di carnagione! Mi aspetto di trovarlo pieno di gente in kimono che giocherella coi nunchaku e si guarda torva in giro...

Nessun commento:
Posta un commento