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Nella Nebbia
Era ormai qualche mattina che quando apriva la finestra una fitta e calda nebbia gli impediva la vista, e il mondo appariva popolato di spettri dai contorni sfuocati. La sua giornata iniziava in maniera più riflessiva, ed era in fin dei conti una sensazione piacevole; la nebbia può anche avere il suo fascino certe volte. Non viveva quei giorni (ma forse erano settimane, oppure mesi…), sprofondando nell’apatia, pero: la sua testa lavorava, rifletteva, pianificava. Pensava a quello che avrebbe fatto quando la nebbia si sarebbe diradata. Il sole sarebbe arrivato e lui lo aspettava. Senza impazienza però. Voleva essere pronto; la nebbia può anche essere utile certe volte. Limbo? forse solo bisogno di riposarsi, di raccogliere le idee, e la bruma di quei giorni (o erano settimane? O erano mesi?) gli dava quella possibilità; la nebbia può essere molto rilassante certe volte. Un giorno si svegliò, e guardando fuori nel cielo limpido finalmente capì. Quella che gli sembrava nebbia, e che l’aveva avvolto per giorni (o settimane? O mesi?) era in realtà la luce della coda di una cometa, oramai lontana nel cielo. Il mondo, illuminato così non sarebbe potuto apparire più chiaro, limpido, e in fin dei conti semplice; ma lui aveva visto solo ombre… Ancora in pigiama corse alla Feltrinelli a consultare manuali di astronomia per vedere se e quando quella cometa sarebbe tornata. Non ne trovò notizia, e quindi da lì non si mosse mai più.
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